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Allontanamento del Bambino dal Genitore

Allontanamento del Bambino dal GenitoreNON MI TOCCATE LA MAMMA!
articolo di Luigia Buonocore

Per un bambino l’adulto che lo accudisce è la fonte di soluzioni ai suoi bisogni fisiologici primari e non. È normale che nei primi anni sia egocentrico e tolleri a fatica un allontanamento, specie poi se si tratta di un allontanamento dalla madre, con la quale fino ai cinque anni vive in pratica in simbiosi. La madre per il suo bambino è il senso di sicurezza e di benessere. Durante il primo anno di vita il bambino è particolarmente sensibile agli allontanamenti improvvisi. Non riesce a sopportarli e si mostra spesso insofferente.

Il suo sviluppo motorio, psicologico e neurologico si dovrà collegare alla sua autonomia, che raggiungerà in seguito. Sono questi gli obiettivi che perseguirà con l’abilità motoria e il consolidamento della sua personalità. Dopo il primo anno il bimbo è pronto a un altro passo importante, poiché si dovrà identificare come un’identità a sé stante, e in seguito affermare e rafforzare la sua autonomia personale.

E A SCUOLA?

Quando il bambino arriva alla scuola dell’infanzia sperimenta altre figure secondarie di riferimento, diverse dai genitori e dai parenti più stretti, figure che saranno altrettanto importanti. Sarà un nuovo cambiamento che implicherà nuovi processi cognitivi. Verso i quattro anni il piccolo vive ancora in un periodo di forte egocentrismo. Tutto è suo o ruota intorno a lui: per questo non gradisce rimanere solo. Questa fase termina normalmente verso la soglia dei cinque anni.

QUANDO LA MAMMA NON C’È

Quando la madre è assente il piccolo si sente a disagio, smarrito. Cosa fare allora? Il piccolo, ha solo bisogno di essere rassicurato: attraverso sguardi e parole affettuose. Va incoraggiato sempre con tono amorevole. Sua madre dovrà facilitare le sue risposte emotive incoraggiandolo a estendere le esperienze all’esterno del suo mondo, attraverso la conoscenza di nuove persone, ambienti e situazioni a lui sconosciute.

Dovrà restargli accanto, e tranquillizzarlo, affinché lui sarà portato a manifestare esternando la sua volontà, durante il cammino verso la sua autonomia. Bisognerà proporre, quindi, infine, la compagnia necessaria di altri coetanei, che dovranno giocare e interagire attivamente con lui.


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