Bambini diversamente abili in Asilo
INTEGRAZIONE FIN DA PICCOLII
bambini diversamente abili fino ai tre anni nella maggior parte dei casi sono tenuti a casa oppure sono seguiti in modo individuale da insegnanti di sostegno. Non ci sono motivi per non mandare all’
asilo questi bambini. Anzi, la loro
integrazione è di straordinaria importanza per loro stessi e per le persone che ruotano loro attorno e che imparano a condividere giochi, attività, movimenti, gesti, espressioni e parole.
Sono in genere i
servizi pubblici a garantire al bambino diversamente abile l’
inserimento al nido, prevedendo un adeguamento del funzionamento alle sue esigenze per favorire la socializzazione e l’integrazione. Anche se molti asili nido privati che integrano al meglio i piccoli diversamente abili stanno nascendo o sono da poco attivi.
Da parte dell’educatore è importante attuare accorgimenti e strategie che semplifichino l’interazione tra i bambini. Può essere utile impiegare diversi tipi di comunicazione, non solo quella verbale, come la musica o la pittura. A
sostegno pratico dell’educatore nel suo prezioso lavoro quotidiano in asilo possono intervenire:
- un
piano educativo personalizzato individuato da operatori dell’Asl, insegnanti e assistenti
-
verifiche periodiche da parte dell’Asl e colloqui con i genitori per condividere gli effetti del piano educativo
- la presenza di un
educatore di sostegno per il bambino diversamente abile
Spesso il genitore con un figlio disabile non sa come affrontare il mondo dell’asilo (e viceversa). Per fortuna in certi casi l’insegnamento arriva dai bambini stessi, da chi vive a stretto contatto la presenza in classe di un bambino particolare. Allora sono i figli che insegnano ai genitori che il loro piccolo amico, oltre a presentare caratteristiche che lo rendono unico, ne ha anche tante altre molto comuni: “è simpatico, sorride sempre, non parla mai, oppure piange spesso, è buffo, ci fa sorridere”.
I bambini semplificano e uniformano, oltrepassando il metro di giudizio degli adulti e rendendo semplice e “normale” ciò che agli occhi di noi grandi emerge come un insormontabile difetto.
Martedì 26 Luglio 2011 10:13