Cosa serve per aprire un asilo nido privato
articolo di Pinuccia Carbone
I PRIMI PASSI PER APRIRE UN ASILO NIDOI motivi che spingono ad aprire un asilo nido sono diversi, primo tra tutti ovviamente è l’amore verso i bambini e tutto il mondo che li circonda. In Italia, sono sempre più le strutture private che aprono, ma cosa serve per aprire un asilo nido privato? Quali sono i primi passi da muovere per poter vedere realizzato il vostro sogno?
Per prima cosa, occorre recarsi in Comune per
parlare con gli addetti dell'ufficio dell'Assessorato alle politiche sociali, che vi daranno tutte le informazioni dal punto di vista burocratico, finanziario e tecnico. E' possibile infatti, fare domanda alla regione di residenza circa gli eventuali contributi di cui potete beneficiare. Agli uffici del comune troverete una modulistica da compilare con la richiesta di tutti i
documenti da presentare.
I LOCALI E L'ATTREZZATURA PER L'ASILO Seconda tappa da affrontare:
cercare un locale e procurarsi l'attrezzatura idonea, dall'arredamento ai giocattoli adatti alla fascia d'età che va dai 3 mesi ai 3 anni, dal materiale didattico alla cucina. Per quando riguarda l'idoneità, il consiglio è quello di informarvi circa la legge dell'idoneità presso il comune della vostra città.
Una volta aperto l'asilo nido, l'amministrazione comunale controllerà il
rispetto degli standard qualitatitivi e in alcuni casi (ma dipende dal comune), potrete ricevere anche degli speciali riconoscimenti.
I TITOLI DI STUDIO NECESSARIFondamentale è ovviamente anche il
titolo di studio che deve possedere chi ha intenzione di aprire un asilo nido privato. Dovrà infatti possedere uno dei seguenti titoli:
- maturità al liceo socio-psico-pedagogico
- maturità magistrale
- tecnico dei servizi sociali
- operatore dei servizi sociali
- assistente di comunità infantile
- titolo di studio universitario pedagogico
- master per la formazione della prima infanzia.
Se chi volesse aprire un asilo nido non è in possesso di uno di questi titoli di studio, potrà comunque esaudire il desiderio inserendo all'interno della struttura un educatore che abbia appunto uno dei titoli richiesti. Non rientra tra i titoli di studio preferenziali, la laurea in psicologia.
Martedì 10 Novembre 2009 00:00