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Educazione Bambini L’alfabeto emotivo dei bambini – parte 2

L’alfabeto emotivo dei bambini – parte 2

articolo di Valeria Gatti

…continua dalla prima parte

L’alfabeto emotivo dei bambini – parte 2ACQUISIRE L’ALFABETO DELLE EMOZIONI

All’atto pratico ad esempio, per sviluppare l’alfabeto emotivo dei bambini, si può presentare loro diverse faccine in cui riconoscere le sei emozioni di base - gioia, tristezza, rabbia, meraviglia, paura e disgusto – e la faccina in fase di riposo, cioè in assenza di emozioni, la faccina che possiamo chiamare “neutra”.

E’ sufficiente fare sei carte su cui si disegnano semplici e lineari faccine tonde di bambini, simili agli emoticon, senza capelli o altri tratti che potrebbero distrarli. Si mostrano queste faccine con le sei espressioni ai piccoli che, con l’aiuto dell’educatore, osserveranno dapprima tutti i cambiamenti somatici dall’una all’altra e in seguito si eserciteranno imitando le espressioni delle emozioni.

L’APPRENDIMENTO NASCE DAL CONFRONTO

L’educatore può dire: “Ho le sopracciglia arcuate, gli occhi un po’ più piccolini, le linee della bocca all’insù…questa è gioia!“ E racconterà di quando lui stesso ha provato questa sensazione. Poi i bambini a turno prima imitano la faccina e raccontano le loro esperienze legate all’emozione che si sta esaminando. L’esperimento si trasforma in un simpatico e gioioso confronto, simile al teatrino dei mimi.

PER I PIU’ GRANDI

Per i bimbi più grandi, si possono associare anche altri elementi alle emozioni: i colori e le forme ad esempio. Si potrà chiedere loro di colorare la loro emozione di felicità, di disegnare i tratti del loro volto triste mentre si guardano allo specchio. Familiarizzare con le emozioni, vorrà dire conoscere un vocabolario sempre più vasto legato all’argomento e farlo proprio, svilupparlo, manipolarlo a proprio piacimento e con finalità positive.



I VANTAGGI DI IMPARARE LE EMOZIONI

Acquisire l’alfabeto delle emozioni vuol dire capire che non è solo l’esterno a farci stare bene o male, ma anche il suo riflesso dentro di noi. Il rimbalzare, il permanere, il trasformarsi di un oggetto, un’azione, una parola all’interno delle nostre sensazioni ed emozioni, sempre contingenti e relative alla situazione.

Ecco che l’alfabeto non è più solo l’a-b-c della scuola, delle letterine da imparare a memoria, ma è un costante e crescente apprendimento, sia di ciò che possiamo leggere o scrivere attraverso segni, sia dell’apparente invisibile azione di tutto ciò che assimiliamo e facciamo nostro coscientemente e giorno per giorno, imparando a capire e a vivere appieno le nostre emozioni e quelle di chi ci sta intorno.

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