UNA GIORNATA PER I DIRITTI DELL’INFANZIA

Domenica 20 novembre è la Giornata Mondiale del Bambino: una data simbolica per ricordare il 20 novembre 1989, quando l'Assemblea generale delle Nazioni Unite approvò la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, ratificata dal nostro paese due anni dopo. Un modo per ricordare che per troppi bambini l’infanzia è tutt’altro che un periodo spensierato. La Convenzione dell’Onu è stata accolta da quasi tutti gli stati del mondo, ma si scontra con la realtà delle condizioni di vita e delle prospettive per il futuro dei bambini.

Nei paesi industrializzati circa 3500 bambini muoiono ogni anno a causa di abusi e mancanza di cure; solo 16 stati proibiscono esplicitamente l’utilizzo della forza fisica come mezzo di disciplina sui bambini; lo sfruttamento del lavoro minorile coinvolge oltre 200 milioni di bambini e ragazzi. Senza contare poi la condizione di milioni di bambini che muoiono a causa della guerra, della povertà e di malattie che in condizioni normali sarebbero curabili.

IL DRAMMA DELLE BAMBINE

Non va dimenticato infine il dramma di milioni di bambine, per le quali essere nate femmine si rivela causa di grande sofferenza. In molti paesi è largamente praticato l’aborto selettivo per evitare di dare alla luce figlie femmine, nell’assurdo calcolo della “convenienza economica”. E questo perché in molti paesi orientali vige un ferreo controllo delle nascite che impone spesso di avere un solo figlio: dovendo fare una scelta si preferisce il maschio.

I DIRITTI FONDAMENTALI DELL’INFANZIA

Ecco alcuni principi fondamentali sanciti dalla Convenzione Onu del 1989.

Principio di non discriminazione:
i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza alcuna differenza di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori.

Principio del superiore interesse: in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l'interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità.

Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino: gli Stati provvedono a impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati.

Ascolto delle opinioni del minore: prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano e il corrispettivo dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni.