Prosegue il nostro viaggio sulla Locomotiva dell'Infanzia: oggi vi presentiamo Patrizia del blog Extramamma, e autrice del libro "Una Mamma da Url"
Parlaci brevemente di te e del tuo blog: quando e perché hai iniziato a bloggare? Quali argomenti tratti principalmente?
Vivo a Milano, faccio la giornalista e sono mamma di due ragazzine. Ho pubblicato un romanzo che si intitola “Una mamma da URL” che non è autobiografico ma ha come protagonista una mamma blogger. Ho iniziato il mio blog “extramamma” due anni e mezzo fa, perché avevo notato che il mommy blogging si occupava principalmente dei problemi della primissima infanzia mentre io volevo trattare di una fase un po’ più “avanzata” quando i bambini sono in età scolare e le tematiche si spostano dall’accudimento verso l’educazione e anche l’intrattenimento intelligente dei propri bambini. Mi interessa parlare di ecologia, di problemi scolastici e soprattutto combattere nel mio piccolo la cultura dominante molto trash nei confronti dei più piccoli che spesso vengono considerati dei piccoli consumatori un po’ stupidi. Poi un altro argomento che mi sta a cuore è la battaglia contro il velinismo, cioè il proporre per le bambine dei modelli femminili da piccola vamp scimiottando le ragazze che si vedono in televisione.
Il mondo dell'infanzia: come ti coinvolge? Il tuo blog è una finestra occasionale o il mondo dei piccoli fa attivamente parte della tua vita?
Sono dentro fino al collo al mondo dell’infanzia, anche perché lavoro da molti anni per la rivista Insieme e mi occupo di questi temi. Con il blog ho approfondito e ampliato il mio raggio di interesse, appunto anche verso i problemi dei bambini più grandi. Le mie figlie hanno dieci e tredici anni quindi comincio a interessarmi anche al “dopo”, ai primi problemi dell’adolescenza.
I tuoi rapporti con la blogosfera: segui altri blog del nostro settore? Partecipi alle conversazioni? La tua è una community composta di fedeli o lettori "di passaggio"?
Leggo molte altre mamme blogger, le mie preferite sono quelle che non si prendono troppo sul serio e anche, ovviamente, quelle che trattano argomenti simili ai miei con cui c’è un proficuo scambio di idee. Le mie lettrici (ho anche qualche lettore, ma il pubblico è essenzialmente femminile) variano ma c’è comunque uno “zoccolo duro” di amiche incontrate in rete con cui oramai posso vantare una conoscenza di un paio d’anni. E alcune di loro le ho anche incontrate poi nella vita reale ed è stato molto simpatico, dopo un po’ di imbarazzo iniziale c’è stata subito molta complicità.